Walter Becchia
… - 1976

Motorista


Italiano, lasciata la FIAT a causa del fascismo, nel '25 si trasferì alla Sunbeam, dapprima in Inghilterra e successivamente a Parigi, per seguirne il settore competizioni.
Passato alla Talbot, assunse il ruolo di responsabile dei motori stradali e da competizione, creandosi fama di specialista. Nel '39 rifiuta un'offerta della Citroën , ma nel '41 cede alle pressioni di Boulanger ed entra nel Bureau d'Etudes, nel quale lavora per realizzare il suo capolavoro, il motore raffreddato ad aria della 2cv, che ne aumenterà ulteriormente la fama.
L'incarico successivo è di progettare un nuovo motore a sei cilindri in piano per la VGD, la futura DS.
L'intento di Becchia è di offrire alla Casa due opzioni, una raffreddata ad aria ed una ad acqua, ma difficoltà di varia natura e l'improvvisa accelerazione che la Casa dette al progetto DS imponendone la presentazione al Salone di Parigi del '55, fecero abbandonare i lavori sul nuovo motore.
Il proposito dei dirigenti era quello di far aggiornare da Becchia e Sainturat il vecchio 4 cilindri in linea della Traction Avant, creato da Sainturat stesso, per consentire il lancio della DS.
In seguito si sarebbe poi potuto riprendere la progettazione del nuovo motore. Ma non se ne fece nulla, le prestazioni dei DS/ID crebbero nel tempo grazie a successive ulteriori modifiche apportate da Becchia al vecchio motore Traction, sino all'introduzione dell'iniezione elettronica Bosch, che fece fare il vero salto di qualità alla gamma.
L'adozione del vecchio quattro cilindri (meno lungo ma più alto di quanto previsto), quando oramai la linea della DS era definita, costrinse i tecnici a creare una nicchia all'interno dell'abitacolo in cui alloggiare la parte corrispondente ad un cilindro e la catena di trasmissione, riducendo conseguentemente l'abitabilità interna. Questo aggiustamento rese disponibile una buona parte dello spazio del cofano anteriore, che venne adibito a sede della ruota di scorta. I sei cilindri di Becchia, nelle versioni raffreddate ad aria o ad acqua, giacettero per decenni dimenticati nei magazzini Citroën sino a quando, pare, furono riscoperti e destinati al futuro Museo/esposizione della Casa.
Becchia lasciò la Citroën nel 1968.
Il motore sei cilindri piatto progettato da Becchia per motorizzare la DS e rimasto incompiuto nelle versioni raffreddate ad aria ed a acqua

 

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