Andrè Citroën
1878 - 1935

Il fondatore della marca

Fondatore della Casa Automobilistica Citroën.
Figlio di emigrati olandesi e orfano di padre a sei anni, Andrè Citroën sin da ragazzo dimostra grande intraprendenza e spirito innovativo. L'idea che lo introduce nel mondo della meccanica è un ingranaggio particolare nel quale il moto è trasmesso da dentature a V, che presenta il vantaggio di una trasmissione continua della forza e conseguente riduzione della rumorosità; nel 1902 viene aperta la prima officina di ingranaggi Citroën.
Quest'ingranaggio, stilizzato, ancora oggi rappresenta il logo della marca.
L'interesse di Citroën per il mondo delle auto prende corpo nel 1908, anno in cui assume la direzione della Mors, tra le più antiche case automobilistiche francesi, e ne risolleva le sorti. Durante la grande guerra intuisce la necessità di produrre ingenti quantitativi di bossoli per granate e costruisce nei sobborghi di Parigi, al quai de Javel, una fabbrica in grado di produrne l'incredibile numero di 50.000 al giorno. Terminata la guerra, la fabbrica viene convertita nella produzione di automobili; il 4 giugno 1919 viene presentata al pubblico la Type A, prima auto europea prodotta in grande serie.
Convinzione di Citroën fu sin dall'inizio che l'automobile per affermarsi avrebbe dovuto uscire dalla logica della produzione artigianale, solo i grandi numeri e la razionalizzazione dei lavori avrebbero permesso la riduzione dei costi.
Al fine di verificare tale teoria compì alcuni viaggi in America presso le avanguardiste officine di Henry Ford, che renderà la visita a Javel nel '27. Contrariamente a Ford, per Citroën l'auto non doveva essere semplicissima, riparabile da chiunque con un martello ed una chiave inglese.
Citroën non produce solo auto ma in breve offrirà anche tutti i servizi di cui il cliente necessita: concessionari esclusivisti, vendite rateali, officine con tariffa unica delle riparazioni, depositi di ricambi, noleggio auto, assicura direttamente i veicoli, garanzia di un anno e revisione gratuita dopo un anno.
La pubblicità è uno dei settori in cui viene investito di più, garantendo comunque un ritorno esponenziale: 100.000 pannelli segnaletici con il logo della Casa saranno posizionati lungo le strade francesi sino al 1925, un aereo scrive il nome della marca con il fumo nel cielo di Parigi, vengono organizzati raid in luoghi lontanissimi, vengono realizzate automobili in miniatura per i bambini, la Tour Eiffel viene illuminata con il nome della marca, tutti i mesi sull'ultima pagina di 100 quotidiani francesi pubblica "Citroën", notiziario della Casa.
La Citroën si diffonde a macchia d'olio diventando ben presto la prima casa automobilistica europea; nel 1924 viene aperta la filiale italiana.

Ottobre 1922: un aereo disegna
la scritta "Citroën" sul cielo di Parigi

Parigi, 1925

I modelli si susseguono: la B2, il mezzo a cingoli posteriori Kegresse, la 5cv. Con la B10 del '24 nasce la prima auto tutt'acciaio seguita dalla B12 e B14, poi l'AC4 e AC6, monoscocca e con motore flottante per migliorarne il comfort.
Lo spirito innovatore ed avanguardista spinge però Citroën ad esporsi troppo sul piano economico; in previsione di una nuova vettura a trazione anteriore ritiene opportuno ricostruire ed ampliare a tempo di record la fabbrica di Javel. Nell'ottobre '33 più di 6.000 persone sono invitate al banchetto d'inaugurazione; nonostante le difficoltà finanziarie Citroën illumina nuovamente la Tour Eiffel, questa volta con un orologio del diametro di 20 m.
Alla fine di febbraio del '34 arrivano le prime avvisaglie di crisi: la Banca di Francia rifiuta un credito e solo un appello agli agenti della marca permette di reperire fondi. Intanto il progetto Traction è in dirittura d'arrivo, il 18 aprile viene presentata in tutte le filiali ed a ottobre ottiene un successo strepitoso al Salone di Parigi.
Nasce dunque la "7", la prima auto al mondo a trazione anteriore, per realizzare la quale Citroën si è portato sull'orlo della bancarotta. Pare una scommessa vinta, il grande successo a cui è destinato il veicolo porterà moneta sonante alle casse di Citroën e ne risolleverà le sorti. Ma non è così.
A novembre la compagnia francoamericana dei cerchioni rifiuta di rimandare un credito, la Società Citroën subirà la liquidazione giudiziaria.
All'inizio del 1935 la società passa nelle mani di Michelin, che già nel '30 ebbe in pegno da Citroën azioni della sua società, con opzione di acquisto.
Citroën, da tempo malato, muore il 3 luglio 1935. I suoi figli non rientreranno più nella Società da lui creata.
La Traction Avant, passato un primo periodo di difficoltà legato alla messa a punto, ebbe un successo straordinario e rimase in produzione per più di venti anni, lasciando il testimone direttamente alla DS.
Pierre Michelin, successore di Citroën, avviò la razionalizzazione della fabbrica di Javel mantenendo il nome del fondatore, internazionalmente noto come il maggior produttore d'auto europeo.
Alla sua morte per incidente nel 1937 gli succedette Pierre Jules Boulanger, con il quale prese avvio l'epopea della DS.


Gli ingranaggi Citroën

Henry Ford e Andrè Citroën

Una delle ultime immagini di Citroën
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