Retromobile 1999, 80 anni di Citroën.
Resoconto di Antonio B.
Febbraio 1999.
Nonostante il parere contrario di mamma (e perplesso degli amici) decido di
partire da solo per un week-end parigino: c'è Retromobile. La più famosa esposizione
europea di auto d'epoca. E quest'anno ricorrono gli 80 anni di Citroën,
i giornali promettono sorprese strabilianti.
Eccomi allora salire sul treno alla "ridente" stazione di Milano Porta Garibaldi,
la sera del 11 febbraio, dove è pronto un treno che la mattina dopo sarà a Parigi
non so più in quale stazione. L'esperienza cuccetta non mi è nuova, ma essere
da soli vuol dire avere 5 compagni di sonno che non si conoscono. Mancano 15
minuti alle 23.30 (ora di partenza) e nessuno ancora si presenta nello scompartimento,
invece ecco entrare tutti trafelati 5 cinesi più o meno della mia età, puzzolenti
di fritto, di involtino primavera e di fumo, e per niente assonnati. La mattina
dopo, ore 8.30, mi sveglio quasi in dirittura d'arrivo, ma dei cinesi non v'è
più traccia. Solo io che profumo di nuvole di gambero.
L'avventura parigina inizia.
La prima cosa da fare è trovare dove dormire: non ho prenotato niente (per risparmiare),
naturalmente. Ma fuori dalla stazione è tutto un pullulare di alberghetti (bordelli
n.d.r.) che ti ospitano per 50.000 lire a notte. Lasciati i pochi bagagli eccomi
al metro; all'arrivo a Porte de Versailles, sede dell'esposizione e ... delusione:
si apre il pomeriggio. Ne approfitto allora per ripercorrere i luoghi storici
della Citroen: l'ex-catena di montaggio di Quai-de-Javel (ora parco), la via
intitolata ad André Citroën, la posta, la stazione della metropolitana.
Vedi foto sotto.
Nel quartiere solo qualche GS parcheggiata
sui viali alberati. Ma la fame si fa sentire, dove mangiare se non in un ristorante
Citroën, in mezzo alle auto nuove?
Ormai è ora di andare a Retromobile, e naturalmente la fila per entrare non
manca. Dentro c'è un mega-stand Citroën con esposti vari gioielli: vetture
ante-Traction su cui spicca la vettura donata da Citroën al Vaticano negli
anni '20. Purtroppo i più interessanti esemplari sono costantemente attorniati
da curiosi, e fare foto è un problema. Veniamo alle Citroen più recenti: La
Tracion presidenziale, una rara DS prestige, una DS di serie (1969) ma assolutamente
nuova, un bel cabriolet.
C'è chi si diletta a trasformare le 2cv in coupé, e chi ne ha scovata una molto strana in qualche magazzino. Non mancano le SM, GS, BX versione rally, Xsara e così via. Ma da sola, ecco apparire in tutta la sua incredibile lunghezza e maestosità la mitica 1PR75, che non si vedeva esposta da anni.
Dalle foto sui libri al reale cambia tutto: è veramente impressionante e opulenta. Non mancano i club francesi, i ricambisti (con J. Blondeau che sembra abbia una boutique per la DS, con ricambi sotto faretti e in vetrine di cristallo). Ci sono molte altre auto d'epoca, anche italiane, sicuramente belle, ma che si perdono nella nebbia rispetto alla "Présidentielle", da cui non si vorrebbe più staccarsi. "Si può entrare?" "On peut l'essayer?" chiedo. E con un sorriso l'addetto mi risponde "Non, Monsieur, on ne peut pas". Peccato. Mi sarei sentito un De Gaule per qualche attimo.
A.B.